L’Italia e la guerra in Siria

Fuori da quella palude insanguinata
Europae funebria sub funereum Gallorum cantum

Il frettoloso funereo canto di patetici Galletti transalpini nazionalisti e bellicosi non saluti l’aborto della Federazione Europea.

Il Governo italiano sembra non soffrire in politica estera di complessi d’inferiorità, non è infatti agitato da smania di protagonismo. Sembra anche cosciente dei propri limiti di media potenza tracciati dai tagli imposti al bilancio del Ministero della Difesa. Dice no a qualsiasi intervento nazionale in Siria.
E’ un passo avanti rispetto ad un’impersonale accondiscendenza a decisioni di coalizioni multinazionali più o meno ristrette e in un recentissimo passato ben poco lungimiranti; si ricordi  l’intervento in Libia e l’affrettarsi affannoso di tanti sull’impervio terreno della semantica politica incontro all’avventurosa definizione di “Primavera Araba”, imprudentemente elargita a un’accozzaglia di fazioni armate opposte che ancora insanguinano le rive meridionali del Mediterraneo.
Auguriamoci in ogni caso di poter escludere a priori la possibilità di un intervento nazionale italiano nel complesso, imperscrutabile e pericolosissimo teatro di guerra siriano, dove macabri Galletti transalpini tentano invano di contare qualcosa con iniziative belliche nazionali di infimo respiro e di nessuna utilità.
Al di fuori di un Federazione Europea, unita anche nella sua politica estera e militare, appare ormai chiaro anche al più miope osservatore politico che non si va da nessuna parte.

Il Parlamento europeo non si faccia assordare dal frettoloso funereo canto di patetici Galletti transalpini nazionalisti e bellicosi, ma ascolti l’Ode alla Gioia di centinaia di milioni di europei che vogliono l’Europa unita.
E prudente.

Claudio Susmel 

CLICCANDO SULLA NUVOLETTA CELESTE A FIANCO DEL TITOLO POTRETE LASCIARE UN COMMENTO (COMPARIRA’ SOLO IL VOSTRO NOME NON LA VOSTRA E-MAIL)

POTETE INVIARE A CLAUDIO SUSMEL LE E-MAIL
DI CHI DESIDERA ESSERE INSERITO NELL’INDIRIZZARIO DI OBLO’

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *