Per Giorgia Meloni Primo Ministro però

La Patriota italiana non esiti
a riconoscere il valore di un alleato

Qui pro domo Italiae decernit
plus electores pagat

3 ottobre 2022

Il mio coetaneo Domenico decise per chi votare dopo aver letto che il comizio di Giorgia Meloni a Cagliari era stato disturbato e che Matteo Renzi era stato invitato ad andare senza scorta dove erano numerosi i percettori di Reddito di Cittadinanza da lui fortemente avversato.
Per la prima volta apprezzò l’esistenza del sistema bicamerale italiano che gli consentiva di votare per due partiti diversi.

Giorgia Meloni sta proponendo un profilo prudente del suo costituendo Governo in campo economico, deciso nel campo della sicurezza dei cittadini, tradizionale nel campo dell’onore nazionale.
Avrà quindi certamente considerato che Matteo Salvini, avendo contrastato con rara efficienza ministeriale l’immigrazione selvaggia, si è proposto come Ministro degli Interni nel costituendo Governo a guida Giorgia Meloni.
Da Patriota non dovrebbe quindi esitare nell’assegnare all’alleato un ruolo determinante perché contribuisca a realizzare tutti e tre gli obiettivi su esposti che ella stessa ha patrocinato.
Un’immigrazione selvaggia lede infatti il principio fondamentale dei cittadini a circolare sereni per le strade costruite pulite illuminate sorvegliate grazie alle proprie tasse e a quelle di generazioni di loro avi, lede l’onore d’Italia circa il diritto di essere sovrana legiferando essa sola nei territori amministrati, minaccia seriamente l’ordinamento sociale ed economico per l’incontrollato aumento di soggetti reclamanti diritti senza aver mai avuto un ferito o un morto o un combattente nelle guerre che l’Italia ha aspramente combattuto per la propria indipendenza.
E con meno nobili riflessioni Giorgia Meloni consideri anche che l’umiliazione del non riconoscimento del proprio valore induce il negletto – che termine vecchio! – a diversioni poco collaborative, magari portate avanti da qualche vecchio arnese del proprio Partito, a tutto danno del Partito guida e in fin dei conti anche della sua Presidente, pardon: del suo Presidente.
Davvero era necessario incitare una Patriota al coraggio?
Bene, OBLO’ lo ha appena fatto.

Il mio coetaneo Domenico decise per chi votare dopo aver letto che il comizio di Giorgia Meloni a Cagliari era stato disturbato e che Matteo Renzi era stato invitato ad andare senza scorta dove erano numerosi i percettori di Reddito di Cittadinanza da lui fortemente avversato.
Per la prima volta apprezzò l’esistenza del sistema bicamerale italiano che gli consentiva di votare per due partiti diversi.

Servizio di leva militare obbligatorio in Italia”    Claudio Susmel

1922 – 2022
Centenario dello Stato d’Assedio non firmato
Memoria Patriae prima vis

Memoria italiana

4 ottobre,
festa di San Francesco d’Assisi
patrono d’Italia

8 ottobre 1887,
nascita di Luigi Rizzo

10 ottobre 1813,
nascita di Giuseppe Verdi

26 ottobre 1954,
i Bersaglieri entrano a Trieste
tornata all’amministrazione italiana  

30 ottobre 1918,
Fiume proclama
l’annessione all’Italia

"Servizio obbligatorio di leva civile in Italia"     Claudio Susmel

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Per Matteo Salvini al Viminale

Fratelli d’Italia
commetterà lo stesso errore
del PD?

Giorgia Meloni prima inter pares

Chi scrive non ha votato per la Lega, né al Senato né alla Camera; soprattutto perché ritiene che l’Autonomia Regionale, nell’Italia riunita nei suoi confini naturali, vada riconosciuta solo a Corsica Sardegna e Sicilia, per evidenti motivi geografici.

Il Ministro degli Interni Minniti, del Partito Democratico Italiano, fu il primo a fermare l’immigrazione illegale in Italia.
Non era parte del Governo Draghi che ha subito un’immigrazione illegale di folto numero.
Il PD non ha voluto ancora Minniti per questioni di bilancino interno o perché il suo contrasto efficace e quotidiano andava contro il supposto acquisto dei voti cattolici?
Le elezioni che hanno appena sancito la disfatta del PD fanno difficilmente supporre che la mancata opposizione all’immigrazione selvaggia abbia guadagnato più voti dei cattolici al PD. Né alla Lega, che con esso ha governato.
Ora Matteo Salvini, che dopo Minniti ha contrastato con rara efficienza ministeriale l’immigrazione selvaggia, si è proposto come Ministro degli Interni nel costituendo Governo a guida Giorgia Meloni.
Qualcuno lo vorrebbe estromettere da quella carica per paura che funzioni “troppo” recuperando voti alla Lega, o per uno dei due su esposti motivi che si suppone abbiano motivato il PD a estromettere l’altrettanto efficiente Minniti?
Prima di commettere lo stesso errore del PD, Fratelli d’Italia rilegga i numeri che hanno sancito la sconfitta del PD.
E forse sarà utile ai Patrioti leggere anche una massima di personale coniazione che vuole proporre chi scrive: “La differenza tra il leader e l’imbecille consiste nel volere il leader solo il primo posto, l’imbecille il primo posto, il secondo, il terzo e quant’altri ancora in più a seconda del suo grado di imbecillità.”

Chi scrive non ha votato per la Lega, né al Senato né alla Camera; soprattutto perché ritiene che l’Autonomia Regionale, nell’Italia riunita nei suoi confini naturali, vada riconosciuta solo a Corsica, Sardegna e Sicilia, per evidenti motivi geografici.

Servizio di leva militare obbligatorio in Italia”    Claudio Susmel

1922 – 2022
Centenario dello Stato d’Assedio non firmato
Memoria Patriae prima vis