Memoria italiana

4 luglio 1807,
nascita di Giuseppe Garibaldi

13 luglio 1814,
fondazione dell’Arma dei Carabinieri

4 agosto 1720,
la Sardegna si unisce al Piemonte al Nizzardo e alla Savoia umentando il territorio naturale del primo nucleo dell’Italia occidentale

10 agosto 1810,
nascita di Camillo Benso conte di Cavour

                        "Servizio obbligatorio di leva civile in Italia"   Claudio Susmel

Il Trattato di Rapallo istituzionalizza lo Stato libero di Fiume
confinante con l’Italia
1920 – 2020
Memoria Patriae prima vis

Due o più mandati per il Parlamento Italiano?

Non vogliamo stelle
ci bastano onesti lavoratori
Labor

27 giugno 2022

Vietare che un cittadino italiano possa candidarsi al Parlamento per più di due volte.
Poi restare incollati alla televisione a seguire ammirati le vicende della britannica Elisabeth che regna sul Regno Unito da oltre 70 anni.
Mah.

La ragione del divieto del terzo mandato starebbe nell’evitare l’attaccamento al potere; come dire che servendo la propria nazione ci si corrompe inevitabilmente.
Non mancano, numerosissimi, gli esempi contrari; basta scorrere le cronache della politica italiana nei secoli, senza saltare quelle positive per pruriginosamente leggere solo quelle negative, evidenziate da cronisti avidi di lettori poco amanti del bene comune.
Qualche anno fa l’elettorato italiano spostò massicciamente i suoi voti su un partito nuovo, per “cambiare”, come se votare per uomini rappresentati da un simbolo diverso da quello precedentemente scelto fosse sufficiente ad aumentare la caratura politica dei rappresentanti in Parlamento.
Non sembra proprio che sia andata bene, e oggi il riflusso è imponente.
L’elettore attivo, cioè ciascuno di noi, deve rassegnarsi, non basta segnare una croce su un simbolo diverso, bisogna darsi da fare a leggere vedere ascoltare le notizie circa l’operato del candidato, e poi scegliere.
Il divieto del terzo mandato a rappresentarci in Parlamento va contro questa nostra attività operosa, visto che le capacità  concrete del candidato si valutano appunto con la sua carriera, non da preannunciate quintuple luminescenze da grandi politici tutte da verificare.

In ogni caso le stelle ci piace ammirarle nel nostro bel cielo d’Italia, o al cinema.
In Parlamento ci bastano degli onesti quotidiani lavoratori.

 “Servizio di leva militare obbligatorio in Italia”  Claudio Susmel

Centenario dello Stato d’Assedio non firmato
1922 – 2022
Memoria Patriae prima vis

Andrà in ferie il Presidente del Consiglio dei Ministri d’Italia Mario Draghi?

Porrà prima fine
a uno spreco e a un’accidia ignobili?
Hodie facere

9 giugno 2022

Spreco.
Andrà in ferie il Presidente del Consiglio dei Ministri d’Italia Mario Draghi senza aver prima abolito il Reddito di Cittadinanza o almeno averne dimezzato i fondi?
Andrà in ferie il Presidente del Consiglio dei Ministri d’Italia Mario Draghi senza aver prima abolito il Super Bonus 110% o almeno averne dimezzato i fondi?
Porrà prima fine a questo spreco ignobile? 

Accidia.
Andrà in ferie il Presidente del Consiglio dei Ministri d’Italia Mario Draghi senza aver prima bloccato l’immigrazione clandestina o almeno aver sostituito l’attuale Ministro degli Interni?
Andrà in ferie il Presidente del Consiglio dei Ministri d’Italia Mario Draghi senza aver prima parlato col Presidente della Repubblica Francese Emanuel Macron dell’autonomia da concedersi alla Corsica, ventilata in Francia dopo la barbara uccisione in un carcere francese del politico corso Yvan Colonna?
Porrà prima fine a questa accidia ignobile?

 “Servizio di leva militare obbligatorio in Italia”  Claudio Susmel

Centenario dello Stato d’Assedio non firmato
1922 – 2022
Memoria Patriae prima vis