Memoria italiana

13 dicembre 1977
le geograficamente italiane Isole Maltesi conquistano la piena indipendenza dal Regno Unito.

"Servizio obbligatorio di leva civile in Italia"    Claudio Susmel

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Mattarella Draghi Figliuolo e il prossimo Ministro degli Interni

Aggiungere un tassello
a un’Italia seria
Augere 

23 novembre 2021

Il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella ha confermato che non si ricandiderà, assicurando così i suoi concittadini circa la durata del suo mandato, per quanto eseguito con impareggiabile misura politico istituzionale e non arida competenza giuridica.
Il Presidente del Consiglio Mario Draghi sta continuando a fare bene il suo lavoro dentro e fuori i confini nazionali.
Il Generale delle Forze Armate Italiane Francesco Paolo Figliuolo, Commissario Straordinario contra Covid, sta continuando a fare bene il suo lavoro in quella che risulta essere per lui una variante della guerra batteriologica, che deve aver ben studiato conseguendo qualcuna delle sue lauree.
C’è qualcosa di stabile e di serio in Italia.
Gli italiani che non auspicano sedi vacanti per le istituzioni e nei ruoli più importanti della propria Nazione, per poter saccheggiare senza controllo le risorse statali, respirano un po’ di conforto – udite udite – politico.

Non tutti però.
Non gli italiani dell’Alto Adige, del Friuli Venezia Giulia, della Calabria, della Sicilia, della Sardegna.
In queste Regioni, soprattutto, migranti illegali dai continenti extra europei – oltre 60.000 da inizio 2021 – e cittadini europei provenienti da nazioni con un controllo sanitario molto meno efficiente del nostro, costituiscono una autentica minaccia all’ordine economico sociale nel primo caso, di malattia e morte nel secondo.
Che fa il Ministro degli Interni Lamorgese?
Perché il Presidente del Consiglio Draghi non lo sostituisce con l’efficiente ex Ministro degli Interni Salvini?, o con l’efficiente ex Ministro degli Interni Minniti?
Constati il Presidente del Consiglio Draghi quanti tasselli ci sono ancora da aggiungere al quadro serio ed efficiente di una Patria Italia che può non essere seconda a nessun’altra nazione.
Prosegua dunque il suo lavoro il Presidente del Consiglio Draghi e lasci altri a brigare per le elezioni del Presidente della Repubblica Italiana: rompa l’accorto suo silenzio e dichiari la sua indisponibilità a quella candidatura.

Post Scriptum.
Non fa bene alla salute smettere di colpo e del tutto di lavorare: a mandato concluso, l’allora emerito Presidente della Repubblica Mattarella studi una riforma costituzionale che proponga una Repubblica Italiana non più parlamentare ma Presidenziale.
Ci vorrà del tempo, così forse Draghi avrà intanto trovato un ambizioso Vice Presidente del Consiglio.

“Servizio di leva civile obbligatorio in Italia”  Claudio Susmel

Centosessantesimo anniversario dell’Unità d’Italia Incompleta
1861 – 2021
Memoria Patriae prima vis

Le Forze Armate Europee

Fino a quando diserteremo?
Ne Europa ignava

Novembre 2021

Pare che Stati Uniti d’America e Inghilterra siano contrari alle Forze Armate Europee.
Cioè alla reale indipendenza e sovranità della Federazione Europea, costituenda con scozzesi e irlandesi inclusi.
Dov’è la novità: sono secoli che gli inglesi combattono contro qualsiasi unità politica europea che ritengano minacci la loro potenza economico militare, fingendo di combattere questo o quell’altro regime di questa o quell’altra nazione europea e non le loro intere popolazioni.
Ora però sono fuori dal Mediterraneo, pur tenendo ancora in mano le chiavi d’accesso dall’ovest: Gibilterra.
Un altro fattore nuovo della politica del Regno Unito è costituito dalla volontà della metà – o forse più – della sua popolazione di far parte dell’Unione Europea, applicandone le leggi sovranazionali: non ha complessi d’inferiorità e non teme di confrontarsi con gli altri europei per raggiungere posizioni individuali e nazionali di prestigio nell’ambito della Federazione, o Confederazione, che sta faticosamente cercando di costituirsi.
L’altra metà – o forse meno – ha già iniziato a ringhiare a bordo Manica.
Con la guerricciola ittica in corso con la Francia, di cui per altro amministra politicamente le Isole Normanne che fanno geograficamente parte del territorio nazionale francese; con le “incomprensioni” circa le regole da applicarsi lungo il confine tra la Repubblica d’Irlanda e l’Irlanda del Nord; con un atteggiamento di ostentata sicurezza circa i rapporti istituzionali con gli esponenti politici di altre nazioni europee.
Triste registrare l’arroganza miserella della metà di questa nazione geograficamente europea che rinuncia alla propria dignità di nazione pari tra pari, asservendosi ad avere le spalle coperte – ma sarà poi davvero così? – dalla potente federazione statunitense.
Registrata l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, auguriamoci che inglesi gallesi scozzesi e irlandesi del nord facciano domanda per entrare a far parte della costituenda Federazione Europea, conferendole energia e capacità professionali ulteriori non solo nel campo dell’organizzazione delle Forze Armate Europee.

La grafomane burocrazia europea non avrà difficoltà a stampare appositi moduli; in inglese, la lingua federale d’Europa.
La Federazione Europea non è ancora costituita?
Non lo era neppure quando ci siamo inventati l’Euro, eppure funziona lo stesso. 

“Servizio di leva civile obbligatorio in Italia”  Claudio Susmel

Centosessantesimo anniversario dell’Unità d’Italia Incompleta
1861 -2021
Memoria Patriae prima vis