Meloni taccia e il Governo riarmi l’Italia

Solo con armi prodotte in Italia
e nel resto dell’Europa Unita
Nunc

6 luglio 2026

La Presidente del Consiglio dei Ministri d’Italia Giorgia Meloni taccia domani ad Ankara, senza replica alcuna parlata o gestuale alle ormai tante puteolenti rozze ingenerose provocazioni di cui è oggetto; e non si preoccupi di gestire le inevitabili pause di attenzione che la riguarderanno: telefoni, scriva, e si limiti agli interventi istituzionali convenzionali.

Il Governo Italiano riarmi, con armi di produzione esclusivamente italiana o coprodotte con altri Stati membri dell’Unione Europea; è vero che le persone passano e gli Stati restano, ma non si può restare in balia di uno Stato che si affida a rappresentanti sleali e inaffidabili.

Il Governo Italiano ha fatto benissimo a non entrare in guerra con l’Iran, con la Russia, con Israele, così come ha fatto bene a non interrompere i rapporti con gli Stati Uniti, l’Iran, la Russia, Israele.
E’ esattamente la politica che deve fare una media potenza senza armamento nucleare.

Sono ottantatre anni che la Democrazia italiana rimprovera la Dittatura italiana per le dichiarazioni di guerra e le guerre senza dichiarazioni del 1940-41 perché ritenute vanagloriose presuntuose luttuose, ed ora una Italia con Forze Armate in condizione di maggiore inferiorità rispetto a quelle di allora dovrebbe commettere lo stesso errore?

Il Governo Italiano resista alle pressioni mediatiche di Trump, a quelle diplomatiche o poco diplomatiche dell’apparato federale statunitense, pur continuando a rispettare i trattati firmati, e stringa quanti più accordi politico diplomatico militari può con gli altri Stati membri dell’Unione Europea.

Il Governo Italiano sopporti la malcelata soddisfazione di qualche galletto europeo nazionalista per l’assedio cui è sottoposto; il tempo, se accompagnato dal lavoro, cementificherà le istituzioni della Federazione Europea e seppellirà il suo vacuo anacronistico chicchirichì.

Coraggio Presidente Meloni, sei sulla strada giusta, e gli italiani che amano la propria Patria sono con te.
Mattarella e Gentiloni inclusi?

“Leva civile e militare obbligatoria in Italia”  Claudio Susmel

1924 – 2026
Centoduesimo anniversario dell’annessione di Fiume all’Italia
Memoria Patriae prima vis

Il nuovo Papa ci restituirà il latino lingua millenaria della Chiesa Cattolica?

La Santa Messa delle 07:00
Heri hodie cras

2 luglio 2026

Ieri, da parte dei lefevriani, riti fuori dalla Comunione con la Chiesa Cattolica Apostolica Romana.
Non perché celebrati in latino.
Perché, in sostanza, la nomina dei Vescovi è autorizzata solo dal Papa.
Siamo decine di milioni – centinaia? – i cittadini del Pianeta che non votiamo per gli stessi partiti politici della nostra Patria terrena e non abbiamo ordinato Vescovi, ma vorremmo che il latino continuasse a risuonare nelle chiese cattoliche.
Perché?
Riporto qui di seguito quanto già scritto su OBLO’.

03  febbraio 2025

Pio XI proclamò S. Giovanni Bosco venator animarum, cacciatore d’anime.
Di tutte le anime.
Di vecchi e di giovani.

Una Messa in latino, col celebrante rivolto all’altare.
Solo una Messa al giorno in latino.
Quella del primo mattino.
Obbligatoria per decreto papale.
In ogni parrocchia.
Perché.

Non costituirebbe reato: il più diffuso rito di oggi, col celebrante rivolto ai fedeli, non ha sostituito quello tradizionale, lo ha affiancato.
Una Messa che rappresenta non solo una antica tradizione di colori e ambientazioni e movimenti cari a tanti fedeli di età avanzata, cari a giovani di buona volontà, disorientati dai tanti accenti diversi della rumorosa società di oggi, che sono in cerca di stabilità, di un punto di riferimento millenario e non quotidiano, di una Chiesa che non si esprima con la lingua di questo o quel Capo di Stato del momento.
Fedeli, vecchi e giovani, che non si sono ribellati alle “novità” della Chiesa pur non prediligendole.
Fedeli che amano un rito che fa visualizzare la raccomandazione di essere discepoli di Dio, non del popolo che va servito ma non ubbidito.
Fedeli che non sono sicuri che le lingue dei cosiddetti vivi trasmettano la Fede e l’autorità centrale della Chiesa meglio del latino, la lingua dei cosiddetti morti.

Di primo mattino sì, che costringa ad alzarsi presto per ascoltarla, così che il latino ricordi che tutto fu tramandato da migliaia di anni con fatica non solo con la suggestione del rito. 

“Leva civile e militare obbligatoria in Italia”  Claudio Susmel

1924 – 2026
Centoduesimo anniversario dell’annessione di Fiume all’Italia
Memoria Patriae prima vis

Memoria italiana

4 luglio 1807,
nascita di Giuseppe Garibaldi

13 luglio 1814,
fondazione dell’Arma dei Carabinieri

4 agosto 1720,
la Sardegna si unisce al Piemonte al Nizzardo e alla Savoia aumentando il territorio naturale del primo nucleo dell’Italia occidentale

10 agosto 1810,
nascita di Camillo Benso conte di Cavour

          "Leva militare e civile obbligatoria in Italia"   Claudio Susmel

1924 – 2026
Centoduesimo anniversario dell’annessione di Fiume all’Italia
Memoria Patriae prima vis