La guerra dei roditori svizzeri contro il Campione italiano

Il gorgonzola puzza meno
dell’indecente proposta svizzera
Ad Alpium fines

Settembre 2018

Da quando il Casinò di Campione è fallito, pare che sia l’amministrazione svizzera ad alleviare con più servizi – registrati per altro a debito del Comune di Campione – le sofferenze economiche dei suoi abitanti.
Un deputato svizzero ha proposto l’annessione alla Svizzera del territorio del Comune italiano, interamente circondato dal territorio svizzero, un’enclave inglobata nel territorio del Canton Ticino.
Qualche sostegno svizzero all’idea dell’occupazione, qualche rimostranza italiana.

Qualcuno ha affermato che essendo il Comune all’interno del territorio svizzero non sarebbe innaturale il passaggio di sovranità.
Si dà il caso che sia l’intero Canton Ticino all’interno del territorio naturale italiano – a sud del displuvio alpino – e che l’assoluta maggioranza degli abitanti del Cantone siano italofoni.
Tanto chiasso per nulla oltre la frontiera di Chiasso?
Chiediamoci piuttosto perché sono possibili questi atteggiamenti così disinvolti contro la sovranità italiana: la polizia francese che irrompe a Bardonecchia con rude disinvoltura, il Ministro austriaco Kurtz che propone la cittadinanza austriaca a cittadini dell’Alto Adige anche se non hanno rinunciato a quella italiana, ed ora questo affondo dei roditori svizzeri su Campione.
Contribuisce l’assoluta assenza del pensiero risorgimentale volto al completamento dell’unità d’Italia nell’ambito dei suoi confini naturali, le Alpi e i mari.
Perché lo Stato italiano non risponde al cauto ma non ingenuo tentativo svizzero facendo la proposta di annessione del Canton Ticino all’Italia?
Replicando le argomentazioni sentite col sostenere specularmente che tutto dovrebbe avvenire naturalmente lungo un percorso democratico, con due parti che dialogano e che si danno una decina di anni di tempo. Nessuno si sognerebbe mai di proporre una annessione unilaterale! Sarebbe però opportuno che italiani e svizzeri cominciassero a pensare al progetto, perché la politica è fatta anche di progetti a lungo respiro.

E di amore per la propria Patria, che in tempo di pace si difende divulgandone la Storia e la Geografia.
Anche in Parlamento.

 Servizio obbligatorio di leva civile in Italia   Claudio Susmel

 CLICCANDO SULLA NUVOLETTA CELESTE A FIANCO DEL TITOLO
POTRETE LASCIARE UN COMMENTO
(COMPARIRA’ SOLO IL VOSTRO NOME NON LA VOSTRA E-MAIL)

 POTETE INVIARE A CLAUDIO SUSMEL LE E-MAIL
 DI CHI DESIDERA ESSERE INSERITO NELL’INDIRIZZARIO DI OBLO’

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *