I trenta denari dell’ignoranza
e il duro lavoro da fare
per la Difesa nazionale
Rerum memoria ad Alpium fines nos inducit
Ottobre 2018
Cosa insegna il Professor Lucignolo a proposito di Storia, romanticismo, responsabilità, servizio militare obbligatorio?
Difficile dichiararsi italiano, se non sai neppure chi era Cesare o Vittorio Emanuele Orlando.
Al sollievo provato nel conoscere l’identità del primo nome, sentendo il secondo subentrerebbe lo sconforto tra la maggioranza degli interrogati, non è vero?
Eppure è più facile trovare soluzioni a rilevanti problemi di ordine politico nazionale, se si conoscono le soluzioni trovate nel passato per situazioni analoghe: ristrutturare costa meno che costruire ex novo, e in certi casi drammaticamente urgenti è importante che si possa fare rapidamente; ma questo è possibile se il senso critico nel valutare gli aggiornamenti sia stato sviluppato a cominciare dall’infanzia, proprio con l’apprendimento della Storia.
Liceo classico: altro che diminuire le ore di insegnamento della Storia, piuttosto regolamentare un esame annuale, all’interno dell’Istituto; altrimenti perché chiamarlo “classico” quel liceo?
Televisione: nessuno studioso di Storia direbbe mai che alla fine della Prima Guerra Mondiale non ci sono stati problemi per l’annessione dei territori istriani a questa o quella nazione: centinaia di libri trattano la materia; nessuno lo direbbe, purché naturalmente sia stato chiamato a discutere la materia un cercatore di Storia che passi almeno qualche ora al giorno nella sua stanzetta affollata di libri e non un grullo vanesio quotidianamente conferente con lo specchio di casa.
Studenti di tutti gli indirizzi ed età: se non la amano la Storia, può essere che dipenda dal fatto che non la conoscono?
In ogni caso l’insegnante non è retribuito dallo Stato per erogare gioie immediate, a meno che non si tratti del Professor Lucignolo.
Il Prof. Lucignolo risolve radicalmente i problemi dell’alunno svogliato, anche di quelli fuori corso, e non solo i problemi relativi allo studio della Storia: suggerisce di lavorare di meno smettendo possibilmente da giovani, di reclamare una paghetta anche dopo i 25 e prima dei 65 anni, di poter scegliere tra i lavori che la società gli offre senza rinunciare alla paghetta, di pagarsi questo o quel privilegio tipico dei cittadini dell’Occidente facendo debiti. E infine di delegare ad altri l’onere di difenderlo dai delinquenti che lo aggrediranno.
E l’alunno Pinocchio risponde sì, perché Pinocchio è propenso al romanticismo, specie se rappresentato da una fatina azzurra che gli risolve ogni impiccio senza disturbare il suo eterno infantilismo con discorsi di spread o di leva militare.
Poi la Storia scritta dagli eserciti stranieri alza la voce e rovina giù, in genere dalle Alpi, con stupri, stragi, saccheggi, soprusi vari.
Qualsiasi Ministro della Nazione italiana può leggere, su un altrettanto qualsiasi “bignamino”, degli infiniti lutti che Annibale e la Wermacht addussero all’Italia, e troverà che sono passati duemila anni tra quelle due invasioni, e che molti altri delinquenti li hanno imitati tra un secolo e l’altro di quei duemila anni.
Dopo aver letto il “bignamino” si guarderà bene qualsiasi Ministro italiano dall’affermare che oggi gli invasori non possono più calare in Italia dalle Alpi?
Proprio oggi, con l’irraggiungibile potenza raggiunta da alcuni assemblaggi statuali super nazionali, è l’esercito diffuso che può rivelarsi utilissimo per frenare se non evitare del tutto i lutti portati d’Oltralpe.
Soldati di leva che affiancherebbero i professionisti specialisti, allo stesso modo col quale medici di base e infermieri affiancano chirurghi e specialisti vari.
Bisogna però lavorarci su, seriamente, senza aspettare che la fatina a stelle e strisce risolva ogni nostro problema; anche perché pensa davvero qualsiasi Ministro della nazione italiana che in caso di conflitti intercontinentali, statunitensi o russi riterrebbero che varrebbe la pena morire per Canicattì, per Sesto San Giovanni o per Ploaghe?
Signor Ministro qualsiasi della Nazione italiana dica a Mastro Lorenzini di accelerare i tempi della favola romantica che lei sta vivendo, e vada a recuperarsi il sillabario della Storia d’Italia che in tanti si sono svenduti per gli infami, e per di più mai proficui, trenta denari.
E fieti manifesto l’error dei ciechi che si fanno duci.
“Servizio obbligatorio di leva civile in Italia” Claudio Susmel
CLICCANDO SULLA NUVOLETTA CELESTE A FIANCO DEL TITOLO
POTRETE LASCIARE UN COMMENTO
(COMPARIRA’ SOLO IL VOSTRO NOME NON LA VOSTRA E-MAIL)
POTETE INVIARE A CLAUDIO SUSMEL LE E-MAIL
DI CHI DESIDERA ESSERE INSERITO NELL’INDIRIZZARIO DI OBLO’