Attenzione al confine del Brennero
Ne jus abutendi
L’Austria voleva piantare paletti e reti al Brennero?
Per controllare più severamente il transito attraverso il confine austro italiano.
Era ed è un suo diritto.
Recentemente invece ha messo in cantiere una proposta legislativa che prevede la cittadinanza austriaca anche per altoatesini che non abbiano rinunciato a quella italiana.
Insomma divieto austriaco di transito italiano transalpino in direzione nord, incoraggiamento austriaco di transito austriaco transalpino in direzione sud.
Sarà il caso che sia l’Italia ad esercitare il diritto – bilaterale – di segnare i propri confini nazionali con l’Austria mediante i mezzi ritenuti più opportuni?
Attenzione però che eventuali barriere di metallo, paletti o che altro siano piantati lungo il confine stabilito dal Trattato di Saint Germain del 10 settembre 1919, e confermati dal Trattato di Pace del 10 febbraio 1947.
Ci si ricordi del Generale Italo Gariboldi, componente della commissione confinaria italo – jugoslava del primo dopoguerra, che raccomandò attenzione al fatto che anche i paletti di sostegno conficcati a est della rete confinaria che l’Italia volle erigere sul suo nuovo confine orientale erano stati infissi su territorio italiano, perché la Jugoslavia non aveva concesso il suo per la costruzione della stessa.
Attenzione, perché poche cose attraggono gli austriaci come il valico del Brennero.
Forse solo l’italiano Giacomo Casanova ebbe una passione più forte della loro.
Giacomino non sublimava.
“Servizio obbligatorio di leva civile in Italia” Claudio Susmel
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