I mediocri nipotini di Sissi
Ianua barbarorum
Settembre 2018
Il 26 aprile del 1915 l’Italia scelse di allearsi militarmente con l’Intesa (Francia, Regno Unito, Russia) denunciando il 4 maggio successivo la Triplice Alleanza (Austria Ungheria, Germania, Italia) di cui faceva parte dal 1882.
La indovinò: il 4 novembre 1918 arrivò la indiscussa straripante Vittoria di Vittorio Veneto.
Nel settembre 2018 il Ministro degli Esteri Enzo Moavero non si reca a un bilaterale Austria – Italia perché persiste il progetto legislativo austriaco di offrire la cittadinanza austriaca anche ad altoatesini che non rinuncino a quella italiana.
Il Ministro degli Esteri Enzo Moavero non si fa ingannare da una bandiera azzurra e quattro stelle d’oro e riconosce sotto quello sventolio transalpino la triste aquila bicipite degli impiccatori di Cesare Battisti. Riconosce sotto l’aspetto di paggetto soavemente pettinato e patinato Sebastian Kurz, il mediocre nipotino di Sissi pronto a percorrere verso sud quella ianua barbarorum – così Cesare Battisti chiamava il valico alpino del Brennero – per violare ancora una volta il displuvio delle Alpi che segna il confine naturale tra Italia e Austria.
Il Ministro degli Esteri Enzo Moavero aveva precedentemente dato incarico all’ambasciatore d’Italia a Vienna di chiedere chiarimenti alle autorità austriache sul progetto di doppio passaporto, la Farnesina chiarendo che “ … se confermato, verrebbe considerato un’iniziativa inopportuna e sostanzialmente ostile.”
Con la ricorrente Storia del Brennero non si scherza – l’ultima volta che la ianua barbarorum è stata percorsa in direzione sud è accaduto dopo l’annuncio dell’Armistizio del 3 settembre 1943 – e ci si augura che tutti i partiti italiani siano d’accordo nel denunciare l’ennesimo episodio della solita tattica da roditori di identità nazionale italiana, perseguita dagli austriacanti in Alto Adige, che non vogliono rispettare “ … i termini sacri che la natura pose ai confini della Patria nostra”.
Che centra la Torino Lione con tutto questo?
Il confronto economico e dei tempi di tragitto tra un percorso che passi per il Brennero e uno che passi per le Alpi occidentali lo lasciamo agli esperti, e certamente sarebbe negativo per chi volesse dal nord est italiano recarsi nel nord est dell’Europa transalpina, ma una cosa è certa: così come nel 1915 anche oggi è meglio avere un’alternativa all’alleanza con gli austriaci.
Ci sono già i valichi con la Svizzera? Bene. Uno di più però non guasta, anche perché in caso di emergenza la Svizzera non è detto tenda a fare beneficenza ai cittadini stranieri che si trovino in difficoltà.
La Seconda Guerra Mondiale insegna.
“Servizio obbligatorio di leva civile in Italia” Claudio Susmel
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