7-Caporetto allontana l’Italia dai suoi confini naturali

Ai soldati delle Forze Armate Italiane
perché ricordino
e difendano i confini dello Stato Italiano
e il suo patrimonio artistico

non facendosi ingannare dai falsificatori
della Geografia e della Storia
Ad Alpes

3 Ottobre 2025

Il settimo paragrafo dal saggio:

Confini naturali e confini politici
per la Venezia Giulia e per la Dalmazia
nelle trattative
tra il Regno d’Italia, la Triplice Alleanza, l’Intesa, e l’Associato
(1914 – 1920)

7 – Caporetto e il confine militare dell’ostacolo
Dopo oltre due anni di guerra, nell’ottobre del 1917 gli austro ungarici sfondano il fronte italiano a Caporetto, ma l’Esercito riesce a ricomporsi attestandosi sul Monte Grappa e sulla riva destra del fiume Piave, esempio palese di confine militare dell’ostacolo.

Gli aiuti chiesti e in parte ricevuti da Alleati e Associato, insieme a una attività diplomatica volta a intiepidire la bellicosità dei Serbo Croati Sloveni, non potranno non influire sulle trattative postbelliche per il raggiungimento degli obiettivi previsti dal Patto di Londra.

Il 6 e 7 novembre a Rapallo si svolge una riunione dei primi ministri degli Alleati Orlando, Painlevé e Lloyd George, ai quali Orlando chiede l’aiuto sollecito “[…] non inferiore […] a 15 divisioni, in luoghi da cui possano essere prontamente adoperate [indicando il Piave quale linea di resistenza possibile, mentre il mancato aiuto nei termini su esposti renderebbe più probabile una …] ulteriore ritirata [… che] non potrebbe non costituire un completo disastro dal punto di vista militare e con possibili ripercussioni pericolose anche dal lato interno […]” (12).
Lloyd George afferma che gli alleati hanno il dovere di aiutare l’Italia e che d’altro canto è interesse della Gran Bretagna e della Francia che l’Italia resti in guerra.
Painlevé conferma la propria solidarietà concreta e ricorda che la Francia non ha dimenticato il beneficio recatole dalla neutralità dichiarata dall’Italia nel 1914, che le permise di sguarnire il fronte italiano per dislocare quelle truppe ove erano più necessarie.
Entrambi denunciano le presunte responsabilità del Comando italiano per la sconfitta di Caporetto.

La linea del Piave fu discussa anche al successivo convegno di Peschiera svoltosi l’8 novembre alla presenza del Re Vittorio Emanuele III, mentre ancora nessuna ulteriore divisione alleata è presente sul Piave.
Scrive Aldovrandi Marescotti, riportando informazioni ricevute e confermate di massima da Sonnino presente ai colloqui, che: “[…] S. M. il Re credeva che la linea del Piave poteva certamente essere tenuta […] Egli riteneva che dovesse farsi ogni sforzo per tenere la linea del Piave [… e avrebbe poi dichiarato che … ] il Suo Governo aveva già deciso di sostituire il generale Cadorna col generale Diaz […]” (13).
Lo stesso giorno verrà diramato un comunicato ufficiale, annunziante la sostituzione del generale Cadorna nel Comando supremo dell’esercito italiano con il generale Diaz.

Un anno dopo il Comando Supremo riporterà testualmente che per la Battaglia di Vittorio Veneto “La fronte era da noi tenuta complessivamente con 51 divisioni di fanteria italiana, 3 britanniche, 2 francesi, 1 czecoslovacca ed il 332° reggimento di fanteria Americano” (14).
Lo schieramento delle divisioni, illustrato in una nitida tavola di Benvenuto Gioda (15), oltre che doveroso riconoscimento al valore delle armi italiane, fa parte del conto da presentare al tavolo della pace.

(12) L. Aldovrandi Marescotti, Guerra diplomatica pag. 141, Verona, 1943, Arnoldo Mondadori Editore.
(13) L. Aldovrandi Marescotti, Guerra D. cit. pagg. 179, 180.
(14) Regio Esercito Italiano Comando Supremo, La Battaglia di Vittorio Veneto 24 ottobre – 4 novembre 1818 [sic], s. d..
(15) B. Gioda, Da Caporetto a Vittorio Veneto tavole, Modena, A. Dal Re e figli editori, s.d..

P.S. Ai paragrafi precedentemente impaginati e a questo ne seguiranno altri, ciascuno dei quali potrà essere riprodotto a titolo gratuito in qualsiasi forma, cartacea o non cartacea, alla sola condizione di indicarne la fonte: OBLO’ – www.claudiosusmel.it

“Leva civile e militare obbligatoria in Italia”  Claudio Susmel

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