Le cicale assassine portano l’Italia verso il baratro?

L’Europa e noi stessi abbiamo paura
del Debito Pubblico Italiano
Festina non lente

6 dicembre 2019

L’Europa preme perchè i vari meccanismi di solidarietà comunitaria vengano applicati solo dopo accurate indagini sulla sostenibilità del Debito Pubblico da parte dello Stato richiedente soccorso; oggi si parla del Meccanismo Europeo di Sostegno, domani si parlerà di un’altra forma di sostegno specifica, il sentimento di base è però lo stesso: le formiche non si fidano delle cicale.
Sondaggi vari mettono in risalto la sfiducia degli italiani su svariate forme di risparmio e investimento ritenute non moltissimo tempo fa affidabili, il sentimento di base è però lo stesso: le formiche non si fidano dei cicaleggianti politici che elargiscono redditi di cittadinanza, pensioni anticipate e bonus vari.

Il 12 novembre dello scorso anno OBLO’ ha pubblicato il pezzo che segue.
Genova sotto un ponte crollato, Taranto sotto cancro, Venezia sott’acqua, l’insistenza nel non voler abolire le leggi che sono servite solo a disincentivare il lavoro fanno dubitare che risulti eccessivamente ottimistico.
Le cicale assassine portano l’Italia verso il baratro?

Ci salverà
il salvadanaio di terracotta
Primum parcere

C’era una volta il salvadanaio di terracotta.
Veniva regalato ai bambini da subito; poverini!, neanche il tempo di raccattare il soldino che un topolino nottambulo gli aveva portato a risarcimento del dentino da latte lasciatogli in evidenza su qualche tavolino della casa, e già genitori, nonni, zii – i contribuenti occulti consoci del topolino – indicavano il taglio orizzontale del salvadanaio di terracotta nel quale inserirlo per godere di gioie future.

Il borsellino a due scomparti della mamma?; cento lire da una parte per il cinema, dall’altra il resto per la spesa, mai a credito.
E quel tipo di commerciante che allo studente lavoratore, verbosamente discettante di economia, rispondeva: “Ascolta giovane, se hai dieci lire e ne spendi nove sei ricco, se hai dieci lire e ne spendi undici sei povero, punto.”
Poi quel libero professionista che comprava la sua prima casa con una camera in meno rispetto alla proposta del costruttore per non mancare al suo impegno, ma finiva per  estinguere anticipatamente il mutuo contratto.
Già, e sempre il piccolo block – notes, dove diligentemente annotare le “Entrate” e le “Uscite”, con il totale algebrico annuale che doveva risultare positivo.
E a letto entro le 22,00; a dire il vero questa misura anche in altri tempi quasi sempre presa col procedere dell’anagrafe e dopo la rarefazione degli appuntamenti interessanti.

Tornano a mente le letture che confortano queste scelte: il libro dei conti di Giovanni Giolitti, sul quale lo statista annotava il suo preventivo annuale di spesa oltre alle entrate e le uscite domestiche; era allievo di Quintino Sella: che altro ne poteva venir fuori?, per di più già di suo di famiglia solida e orfano da tenera età, quindi con corazza predisposta geneticamente e caratterialmente.
L’orfano corazzato tenne i bilanci suoi privati e quelli pubblici d’Italia in ordine fino a lasciare più che decorosa – trasparente – eredità ai figli, e fino ad ottenere dagli acquirenti del Debito pubblico italiano di allora la conversione della rendita dal 5% al 3,50 %.

C’era una volta il salvadanaio di terracotta che permise all’Italia vittoriosa della Quinta Guerra d’Indipendenza (1915 – 1918) di sopravvivere alla Vittoria enorme ma costosissima.
C’era una volta il salvadanaio di terracotta che permise all’Italia sconfitta di sopravvivere all’avidità dei vincitori della prima parte della Seconda Guerra Mondiale (1940 – 1943).
Oggi si fanno debiti, o si incita al consumo, o si esaltano bonus vari a titolo gratuito.
Qualsiasi genitore, educatore, precettore, amministratore appena appena onesto non può che disprezzare chi ha farfugliato o farfuglia sempre più confuso di sanatorie e debiti fatti o da farsi per la crescita futura.
Il piccolo salvadanaio di terracotta però non si romperà, e quando gli scialacquatori passati e presenti d’Italia verranno finalmente marchiati dallo spregio generale, aprirà ancora la sua piccola fessura nella quale un bambino educato dalle Costruzioni, dal Meccano, dalla Lego, o da qualche altro gioco attuale altrettanto formativo, metterà di nuovo il suo centesimo, la sua lira.
Quella lira che ha cantato a voce bassa ma costante la Storia della nostra Patria, quella solida o sulla via per esserlo, vittoriosa o sulla via per esserlo, senza bucciname vanesio e impostore.

C’era una volta il salvadanaio di terracotta.
Tornerà il salvadanaio di terracotta. 

Servizio obbligatorio di leva civile in Italia   Claudio Susmel

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