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Giornalista pubblicista. Cercatore di storia.

Covid – 19. Zaia si dimentica di ringraziare i medici e gli infermieri provenienti da tutta Italia

Una conferenza stampa
del Presidente della Regione Veneto
Memento auxilium ab Italia acceptum

28 marzo 2020

Bando per 300 medici da impiegare in zone rosse, prevalentemente Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna: rispondono in 8.000, da tutta Italia.
Bando per 500 infermieri da impiegare in zone rosse, prevalentemente Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna: rispondono in 10.000, da tutta Italia.

Il Presidente della Regione Veneto Zaia mostra in conferenza stampa, con cartelli ben stampati, i numeri quotidiani di Covid – 19, concludendo col numero dei nati, ci tiene cioè  a mettere in rilievo la speranza, e poiché la speranza non ingannatrice è sempre supportata dagli sforzi concreti per mantenerla in vita, non mancano i dati relativi ai guariti e accenni ad altre misure ancora. Bravo.
Poi parla solo di popolo veneto, avendo alle spalle un’immagine del leone di San Marco, anche se con la dicitura Regione e non altre diciture antigeografiche varie. Molto meno bravo.
Ma come?, 18.000 volontari cantano siam pronti alla morte l’Italia chiamò pronti alla morte anche nelle zone rosse del Veneto e lui non li cita, e non li ringrazia inginocchiandosi davanti a un’immagine di San Francesco patrono d’Italia coordinatore di tutti i Santi, che davvero per vincere il virus ci vogliono tutti i Santi, quelli già trionfanti del Cielo, e quelli in camice bianco della Terra?
Eppure è già capitato in quelle trincee che Zaia cita, quando nel 1917 un altro virus transalpino fu fermato da oltre 600.000 soldati provenienti da tutta Italia, morti combattendo dal Monte Grappa al Piave fino all’Adriatico.
La speranza di Vittoria viene solo da un’Italia unita.

Poareto Zaia, citando i disastri provocati da Covid – 19 si ricorda di quell’espressione del dialetto veneto che caratterizza l’andare male, poi si ricorda la stessa espressione del dialetto veneto che produce putei, ma si dimentica lo stesso termine comune alle due espressioni e che si addice a quel m… che xe sta salvà e verrà salvato dall’Italia intera,  e continua a parlare solo di popolo veneto.
Poareto Zaia.
Sarà sta un effetto, tempraneo, del Covid – Alzhaimer – 20?
Auspichiamo una pronta guarigione al Presidente della nostra amatissima Regione Italiana del Veneto.
Non star fare il mona Zaia.
Ne gavemo già tanti.
In tutta Italia.

Fa l’italiano del Veneto: tu con noi, e noi con te.

 “Servizio obbligatorio di leva civile in Italia”   Claudio Susmel

Il Trattato di Rapallo istituzionalizza lo Stato libero di Fiume
confinante con l’Italia
1920 – 2020
Memoria Patriae prima vis 

Covid – 19. Al supermarket c’è dolcezza e dolcezza

Dolci parole e dolci praline
Dulcis est pro Patria laborare

27 marzo 2020

Grazie, se continuiamo a mangiare lo dobbiamo anche a voi.
Ciò detto il cortese avventore scivola via dalla cassa a debita distanza dal/dalla cassiera, e via tirandosi dietro un carrello sovraccarico di alimenti.
Qualcun altro negativo al Covid – 19 ma positivo alla disfatta neurologica, lancia un umido bacio sulle punta delle dita, e via col pullman a due piani alimentari.
E ancora c’è chi evidentemente amante dei films dell’orrore, azzarda un saluto con le parole un abbraccio, e via arranca trascinandosi dietro una roulotte altamente nutritiva.

Nei supermarket ci sono caramelle, praline, cioccolatini, uova di Pasqua e cento altri prodotti dalle dimensioni e dai costi variabili che, a seconda della propensione dell’avventore alla spesa, lasceranno agli operatori oltre alle sue dolci parole nelle orecchie anche un po’ di dolcezza sul loro palato, che durante la pausa pranzo gli ricorderà che sono utili davvero alla società.

Al supermarket c’è dolcezza e dolcezza.
A seconda della propensione alla spesa dell’avventore. 

 “Servizio obbligatorio di leva civile in Italia”   Claudio Susmel

Il Trattato di Rapallo istituzionalizza lo Stato libero di Fiume
confinante con l’Italia
1920 – 2020
Memoria Patriae prima vis

Covid – 19. Anche la pubblicità contro il virus

Un segno Tricolore per lottare insieme
Pervulgare
 

26 marzo 2020

Se il Presidente della Repubblica si facesse fotografare avendo a un lato Conte e i segretari dei partiti al Governo, all’altro lato i segretari dei partiti all’Opposizione.
Se dietro di loro sventolasse una selva di Tricolori.
Se campeggiasse ai loro piedi una scritta del tipo “L’Italia combatte unita contro Covid – 19”.

Se un segno tricolore fosse stampato su tutti i giornali, inserito agli angoli di ogni telegiornale (pochi accordi della Canzone del Piave in sottofondo), postato su ogni giornale web (pochi accordi della Canzone del Piave in sottofondo) con una scritta del tipo “L’Italia combatte unita contro Covid – 19”.

Se ogni avviso pubblicitario su qualsivoglia mezzo – manifesti – taxi – filobus – volantini et cetera – mostrasse lo stesso segno tricolore con una scritta del tipo “L’Italia combatte unita contro Covid – 19”.

Non sarebbe male.

 “Servizio obbligatorio di leva civile in Italia”   Claudio Susmel

Il Trattato di Rapallo istituzionalizza lo Stato libero di Fiume
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1920 – 2020
Memoria Patriae prima vis