Informazioni su Fiume

Giornalista pubblicista. Cercatore di storia.

Memoria italiana

2 novembre,
la famiglia italiana ricorda tutti i caduti italiani
per la difesa dei confini nazionali.

4 novembre,
festa dell’unità d’Italia incompleta senza tante Province geograficamente italiane,
e delle Forze Armate.

8 novembre 1917,
al convegno di Peschiera tenuto tra l’Italia e i suoi alleati dopo la sconfitta subita a Caporetto, Vittorio Emanuele III rifiuta di arretrare ulteriormente la prima linea dell’Esercito: inizia l’epopea del Piave.

10 novembre 1975,
col Trattato (Accordo) di Osimo, l’Italia rientra in possesso delle sacche territoriali del Sabotino e del Colovrat occupate dalla Jugoslavia in spregio al Trattato di Pace del 1947.

24 ottobre 4 novembre 2017,
memoria audio video della giornata di studi “Da Caporetto alla Vittoria”,
realizzato da Davide Colombo.

"Servizio obbligatorio di leva in Italia"    Claudio Susmel

Francesco Boccia e Giorgia Meloni vanno alla guerra del Brennero

Tentativi di snazionalizzazione
dell’Alto Adige
Cesare Battisti memento

18 ottobre 2019

Il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia (PDI), ha minacciato l’impugnazione del testo col quale il Consiglio provinciale di Bolzano ha sostituito in un Decreto  Legge  la denominazione “altoatesino” con “della provincia di Bolzano” e la denominazione “Alto Adige” con “ provincia di Bolzano”.
Il Presidente Arno Kompatscher si è impegnato a modificare il Decreto.
Dalle parti della Vetta d’Italia – Passo del Brennero è risaputo che è d’obbligo la vigilanza del Governo Nazionale Italiano; fa piacere leggere che questa volta s’ode uno squillo di tromba anche dal PDI.

Giorgia Meloni (Fd’I) interroga il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il Ministro per gli affari regionali Francesco Boccia sulla questione delle denominazioni “altoatesino” e “Alto Adige”.
Li interroga anche sulla liceità dell’esercizio della professione nella Provincia di Bolzano da parte di medici che ignorano la lingua italiana; liceità quest’ultima che, oltre al reale rischio per la salute degli italofoni, concretizzerebbe anch’essa una ulteriore separazione dell’Alto Adige dal resto d’Italia.
Sembra che Giorgia Meloni sia stata sottovalutata dai cittadini a vocazione democratica in servizio permanente effettivo – compreso il cittadino giornalista che scrive – perché …, perché …, e poi ancora perché …; tutti perché che però non sono stati mai spiegati con chiarezza, o al massimo giustificati con qualche supposto antenato politico che non metteva il Parlamento propriamente al centro della politica italiana.
Al di là delle speciose analisi partitiche, la cronaca degli ultimi anni registra che la Garbatella nazionale è sempre stata pronta a difendere l’Italia dalle invasioni, fisiche o normative, provenienti dal sud della nazione o dal nord, colorate o bianche, indigenti o facoltose.
Risultando nei fatti una patriota antirazzista.

Periodicamente le acque reflue di quella che fu l’Austria – Ungheria tentano di sommergere l’italianità dell’Alto Adige, quella Provincia Italiana che troviamo a sud del displuvio alpino centrale, guadagnata all’unità politica con le altre Provincie d’Italia dagli oltre 600.000 soldati nostri morti durante la Quinta Guerra d’Indipendenza Italiana (1915 – 1918).
L’Italia replica di volta in volta a questi tentativi. Bene. Perché però non agire mai di propria iniziativa?
Per esempio con qualche segno confinario al Passo di Resia e al Passo del Brennero più pronunciato di quelli attuali.
Reinstallando il monumento all’Alpino – danneggiato più volte – in ferro, e con le radici conficcate nella terra per tre metri.
Perché anche l’occhio vuole la sua parte.
Anche quello dei patrioti italiani, che non dimenticano Cesare Battisti e sanno, sentono, vedono che le mire d’Oltralpe non sono cambiate. 

Servizio obbligatorio di leva civile in Italia”   Claudio Susmel

Fiume d’Italia
1919 – 2019
Memoria Patriae prima vis 

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Il taglio dei parlamentari di Luigi di Maio, Italia Nostra, e la Nazionale Azzurra

O Guagliuncello è entrato nella Storia d’Italia
Stellae

11 ottobre 2019

O guagliuncello – con quella faccetta e quella lieve eco meridionale così lo chiamo – è entrato nella Storia d’Italia, convincendo il Parlamento ad eliminare oltre trecento dei suoi membri, perciò ora sessanta milioni di italiani sono rappresentati, tra Senato e Camera dei Deputati, da seicento parlamentari.
O guagliuncello è diventato o Guagliuncello nostro italiano: Luigi di Maio.

Il Tar del Veneto a seguito di un esposto di Italia Nostra ha bloccato l’invio in Francia del capolavoro leonardesco, l’Uomo Vitruviano, richiesto per una mostra, e concesso dal Ministro Dario Franceschini (PDI); utile sapere per le future elezioni chi ha suggerito di affidare a costui il Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Il Tar del Veneto, fosse anche solo per questa decisione,  giustifica la propria esistenza.
Italia Nostra si riconferma nostra con questa azione volta a impedire che uno dei massimi capolavori artistici del Pianeta, italiano, corra rischi di vario tipo.

Gli “azzurri” della nazionale di calcio italiana, così chiamati in tutto il mondo da decenni, si sono presentati a foto e video con una maglia verdepallidovomito.
Chi è il genio che ha suggerito questo cambio?

Per molto tempo le buone notizie ci sono arrivate quasi solamente dalla Nazionale Azzurra.
In questi giorni sono state determinate da un partito politico in particolare, il 5stelle di Luigi di Maio, e da un’associazione culturale, Italia Nostra.
Il cambio è favorevole?
Certo.
Per le buone notizie di questi giorni però nessuno ci ha imposto di dare in cambio la maglia azzurra con le sue quattro stelle, che da sempre ha illuminato i nostri occhi di italiani distraendoli dalle brutture di casa nostra e d’Oltralpe.

Ridatecela.
Per una volta che il cielo d’Italia sia tutto azzurro e tutto stellato.

17 ottobre 2019
Il TAR del Veneto autorizza l’espatrio dell’Uomo Vitruviano condizionandolo a preventive misure di sicurezza.
L’articolista si era entusiasmato troppo in fretta l’11 di ottobre.u.s. circa il benessere nazionale derivante all’Italia dall’esistenza del TAR del Veneto.

Servizio obbligatorio di leva civile in Italia   Claudio Susmel

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