Specie quando tenta di svegliare l’Unione Europea
Consules et milites et pretores dormientes
libertatem fugant
20 ottobre 2026
Più di una volta Donald Trump ha ragione circa i problemi dei confini internazionali.
Quando richiama l’Europa perché blindi i confini dei suoi Stati dopo le devastazioni di alcune sue città da parte di delinquenti comuni, sulle azioni dei quali delinquenti partitici non comuni discettano cercando una qualche nebulosa giustificazione pseudo sociologica ad azioni di competenza esclusiva del diritto penale e civile.
Quando reclama la sovranità o comunque il controllo stretto della Groenlandia – geograficamente americana certo non europea – da parte degli Stati Uniti e non della lontanissima militarmente ininfluente minuscola Danimarca.
Quando chiede ai vari contestatori della guerra all’Iran se costoro sono favorevoli a che l’Iran abbia la bomba atomica, senza che nessuno si prenda la responsabilità di una affermazione positiva salvo divanamente parlare del Diritto Internazionale violato.
Quando preme sul Presidente ucraino Zelens’kyj perché si acconci a una pace dolorosa ma sempre meno dolorosa di quanto sarà il giorno dopo la mancata stipula del Trattato di Pace con la Russia del giorno prima.
Correlando.
La nostra Presidente Meloni, che ha avuto il grandissimo merito nel recente passato di negare all’alleato Stati Uniti d’America la partecipazione alla guerra contro l’Iran di una media potenza senza armamento nucleare – con queste caratteristiche è stata voluta l’Italia dal trattato di Pace del 1947 – non commetta ora l’errore di rintuzzare ad ogni momento le dichiarazioni di Trump presidente di cinquanta stati uniti: non si illuda con questo di accattivarsi le buone disposizioni di francesi e tedeschi o di chi altri ancora.
Si ricordi – mai OBLO’ si stancherà di scriverlo – che l’alleato più importante e proficuo d’Italia è la non piccola Italy di venti milioni di italo statunitensi residenti negli Stati Uniti d’America.
Lo aveva capito Italo Balbo già nel 1933 durante il suo trionfo dopo la crociera del Decennale; non si fece frastornare dai magnifici festeggiamenti e dai non comuni onori tributatigli: con il suo discorso di ringraziamento ricordò a sé stesso, ai suoi concittadini italiani e ai suoi consanguinei italo statunitensi la potenza della plurietnica Nazione americana.
Correlando.
Il nostro Pontefice, senz’altro cattolico, di buona lena apostolico, forse domani un po’ più romano di oggi, voglia prediligere nei suoi meritori discorsi invitanti alla condivisione dei beni con i poveri il termine “Carità” al posto del termine “Accoglienza”: il primo non esime i fedeli e gli uomini di buona volontà dall’obbligo morale di spendere parte del proprio denaro e delle altre proprie energie per il prossimo e per il lontano, il secondo si presta ad interpretazioni equivoche inducenti a comportamenti i cui sviluppi possono condurre, come in questi giorni in Italia, vicini alla tragedia.
“Leva civile e militare obbligatoria in Italia” Claudio Susmel
1924 – 2026
Centoduesimo anniversario dell’annessione di Fiume all’Italia
Memoria Patriae prima vis
Caro Claudio, saggi suggerimenti che, purtroppo, saranno inascoltati.Non riesco a pensare come finiranno le “controversie” tra USA e Teheran, mentre credo che la guerra Russia-Ucraina finirà presto con la cessione di tutto il Donbass alla Russia. Personalmente Zelensky non mi è mai piaciuto e all’Ucraina ha saputo dare solo morte e distruzione